Maschere veneziane: la storia di Arlecchino

Tra le maschere veneziane, Arlecchino è una delle maschere più note. Servitore di due padroni, Arlecchino indossa una veste variopinta. Il servo è un imbroglione “per necessità”. Infatti, si rappresenta sempre affamato e il suo nome viene da Hellequin. Nella tradizione francese, questo nome era di una maschera comica simil-diavoletto, che si utilizzava negli spettacoli medioevali.

Questa figura comica è ben lontana, però, da quello che è l’Arlecchino delle maschere veneziane. Infatti, il successo del “nostro” Arlecchino si sviluppa soprattutto nel corso del Seicento e si affianca ai personaggi della commedia dell’arte poi in Goldoni. Arlecchino si trova spesso con Pantalone, con Brighella (un altro servo come lui, detto anche Zanni) e con Colombina.

Il successo di Arlecchino sta nel fatto che è un personaggio abbastanza volgare, che parla un po’ a tutti. Questo lo ha reso celebre e immortale. Mentre l’abito è rimasto più o meno lo stesso, ci sono diverse maschere veneziane di Arlecchino. I cambiamenti dipendono dal periodo storico di riferimento. La maschera classica ha solo il cappello variopinto come l’abito, mentre la parte del viso è rossa e copre fino al naso, lasciando libera la bocca.

Le maschere classiche di Arlecchino possono essere anche in pelle, nera o rossa, oppure in ottone. Se si usa l’ottone, il materiale può essere in due colori, nero/oro, oppure rosa/nero. La divisione è nel mezzo della maschera, verticale, oppure dividendo la zona interna vicino agli occhi in oro.

Per i bambini, però, la maschera di Arlecchino resta quella colorata. Infatti, anche nel Carnevale di Venezia si possono trovare maschere di farfalle Arlecchino, esageratamente grandi, da donna e con l’accostamento di tantissimi colori diversi tra di loro.